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Un inverno a Minorca AUTORE: Àngels Codina 23 gennaio 2017

Un inverno a Minorca

Partire per Minorca fuori stagione è un’opportunità per riscoprire il piacere di una vita lenta e semplice. E anche un invito a scoprire l’isola nel suo stato più puro.

Minorca è estate. È sinonimo di tuffi infiniti in acque cristalline. Di tramonti sul capo di Cavalleria o a Punta Nati. Di passeggiate sul far della sera per le strade di Ciutadella. Di grandi risate e confidenze fatte tra un sorso di pomada e l’altro.

In estate l’isola è nel suo massimo splendore, ma quando arriva il freddo comincia a spegnersi poco a poco. Gli hotel appendono cartelli con su scritto “chiuso”, le gelaterie abbassano le saracinesche, le spiagge si svuotano, si sospendono alcune linee dell’autobus e gli universitari fuggono da questo piccolo paradiso per continuare i loro studi a Mallorca o nella penisola.

Minorca va in ibernazione. E Minorca, in ibernazione, diventa un’altra isola. Il mare è agitato. Le notti, fredde e umide. Le zone turistiche, un deserto di cemento. La tramontana scuote gli alberi e il mare con violenza, e lo stesso fa con lo stato d’animo delle persone del posto.

Qualcuno una volta mi disse che chi vive in città non sa convivere con la solitudine, ma che a Minorca, così piccola e con un turismo esclusivamente estivo, non c’è altra possibilità. Può darsi che abbia ragione. Di fatto, la vita della gente di città spesso è una valanga di stimoli e una corsa contro il tempo per riempire al massimo la giornata.

Lavoro, pranzi e cene da un posto all’altro, qualche bicchiere con gli amici, cinema, teatro, palestra, danza, lezioni di lingua.

Andare a Minorca fuori stagione è un’opportunità per riscoprire il piacere di una vita lenta e semplice. E anche un invito a scoprire l’isola nel suo stato più puro. A lasciarsi sedurre dal silenzio, dall’odore del mare e dai paesaggi caleidoscopici che disegnano il nero delle pietre laviche, il verde e il marrone dei campi e della macchia, il bianco delle spiagge.

A esplorare vecchi cammini racchiusi tra muri di pietra secca, senza incontrare nessuno per chilometri e chilometri.

A meravigliarsi della geologia dell’isola, strana e affascinante, testimonianza inconfutabile dell’evoluzione geologica del Mediterraneo. E a godere intimamente dei tramonti, di passeggiate per il Camí de Cavalls o il Camí d’en Kane, o dei monumenti talayotici.

Minorca è inverno.

 

 

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