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Sculture di sabbia, l’arte effimera dell’estate AUTORE: Santiveri 24 agosto 2017

Sculture di sabbia, l’arte effimera dell’estate

L’arte effimera è molto alla moda e sempre più artisti dipingono su superfici piene di polvere, costruiscono sculture con rifiuti di strada o usano del cibo come materia prima delle loro opere.

Ma l’arte effimera non è certo nata oggi: da molti anni, infatti, nelle spiagge di tutto il mondo, centinaia di artisti danno forma alla sabbia per fabbricare piccoli castelli o impressionanti opere d’arte, la cui vita dipende dal vento, dalla pioggia e dalle onde del mare.

La penisola iberica, con le sue migliaia di chilometri di costa, è uno dei posti dove maggiormente si pratica questo tipo di arte effimera. In Algarve (Portogallo) si organizza uno dei festival più importanti, il Festival Internazionale di Sculture di Sabbia (FIESA). Ma è un’arte diffusa in tutto il mondo. Basta che ci sia una spiaggia ed ecco che spunterà anche un artista disposto a lavorare anche solo per la gloria personale.

In Belgio esiste quello che è considerato il più importante festival di statue e sculture di sabbia, il Sands Sculpture attualmente è patrocinato dalla Disney, per cui la tematica del festival gira sempre intorno al mondo della fantasia.

A Søndervig (Danimarca) possiamo trovarne un altro, che invece varia la tematica ogni anno. Anche in Turchia esiste un Festival Interazionale di Sculture di Sabbia (SANDLAND) che si basa su temi mitologici. Ma ci sono anche altri festival ed esposizioni a Ibiza (Spagna), negli Stati Uniti, nel Sud-Est asiatico… insomma, è davvero un’arte mondiale!

È tanta la passione e l’interesse che suscita questa arte effimera che si organizzano perfino tornei come il Campionato di Sculture di Sabbia  di Cervia, in Italia o quello di Roschach, in Svizzera.

Ma di sicuro l’aspetto più bello di queste manifestazioni artistiche non è tanto quanto imponenti possano arrivare ad essere le sculture, né il loro carattere effimero e fugace, quanto il fatto che è un’arte che può praticare chiunque, è gratis e può essere anche terapeutica, visto che lavorare con le mani cercando di riprodurre una figura, un castello o qualsiasi altra cosa, migliora la coordinazione, l’immaginazione, l’orientamento e la concentrazione, e ci aiuta a rilassarci e a liberarci dalla tensione. Insomma, più che arte è arteterapia.

 

Vedi anche: Hygge, il segreto danese della felicità

 

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