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Musica dell’anima e per l’anima FONTE: Santiveri AUTORE: Santiveri 12 gennaio 2018

Musica dell’anima e per l’anima

Essere vivi significa seguire un ritmo e una vibrazione continua. Forse è per questo motivo che la musica, fin dalle origini, ha fatto parte delle nostre vite. Perché l’armonia di questi suoni ci aiuta a sincronizzare e armonizzare anche il nostro ritmo vitale.

Se ascoltiamo musica rilassante ci tranquillizziamo, perché i ritmi lenti ci aiutano a regolare il nostro battito cardiaco ed anche i nostri pensieri cominciano a fluire in modo più tranquillo.

Se invece vogliamo aumentare la nostra energia e sentirci più dinamici, dobbiamo scegliere dei ritmi più veloci.

Ascoltare musica ogni giorno, quindi, risulta terapeutico perché ci aiuta a risanarci e ad entrare in armonia con noi stessi. Se impariamo a scegliere per ogni momento la melodia adeguata potremo migliorare il nostro stato d’animo.

Ma la musica interviene anche in molti tipi di terapie naturali. È probabile che un massaggio rilassante sarà accompagnato da una musica tranquilla, e lo stesso vale per lo yoga, la meditazione, il reiki o qualunque altro tipo di terapie naturali, per le quali si scelgono melodie che ci aiutino a connetterci meglio con noi stessi.

In altri casi poi, questi ritmi terapeutici costituiscono non solo un accompagnamento, ma proprio il cuore stesso della terapia.

Il metodo Tomatis, per esempio, è una tecnica di stimolazione sensoriale sonora che si basa sulla stimolazione del cervello attraverso l’udito. È stato sviluppato dal medico francese Alfredo Tomatis verso la metà del secolo scorso, e si basa sull’idea che l’udito, oltre ad essere l’organo sensoriale che regola la facoltà di ascoltare e che mantiene l’equilibrio, può agire anche come stimolatore cerebrale.

Questo metodo infatti si basa sul fatto che, quando percepiamo un suono, viene generato un segnale nervoso che stimola la corteccia cerebrale per poi estendersi al resto dell’organismo, e tutto questo può incidere positivamente sulla capacità di apprendimento, di attenzione, sulla comunicazione e sulle attitudini musicali, oltre a migliorare i disturbi affettivi e a stimolare la crescita e il benessere personali.

La musicosofia è un tipo di attività che si propone di insegnare l’ascolto cosciente, permettendo alla musica di agire sullo sviluppo della persona. Ascoltando melodie più volte e con concentrazione e capacità di riflessione, si riesce a sviluppare una capacità di ascolto artistica accompagnata da movimenti gestuali con le braccia (meloritmia) e dal canticchiare la melodia. L’ascolto cosciente, oltre a facilitare la comprensione del messaggio di questi suoni, migliora le capacità musicali e la creatività, e aiuta a sviluppare una maggiore capacità di silenzio interiore e di concentrazione.

Si comincia ascoltando una melodia con gli occhi chiusi e si evocano le sensazioni e i sentimenti che questa musica ci produce. Si ascolta poi una seconda volta per cercare di capire la struttura della melodia, e infine si cerca di plasmarne graficamente l’immagine.