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The Machine to Be Another, la macchina per essere un altro AUTORE: Sergio Collado 27 maggio 2016

La macchina che ti fa diventare un altro

Vi ricordate quel film di Spike Jonze, Essere John Malkovich, in cui in un modo abbastanza delirante John Cusack, Catherine Keener e Cameron Diaz entravano nel corpo di John Malkovich, vivevano la sua vita, sentivano quello che lui sentiva… Be’, adesso BeAnotherLab ci mette tutto questo a portata di mano, o, per essere più precisi, di sensazione.

Si tratta di The Machine to Be Another, la macchina per essere un altro. Nel 2016 siamo già nel territorio del futuro e della fantascienza.

La macchina è in realtà un modello di ricerca artistica rivolto alle relazioni di identità, soggettività ed empatia, e funziona come un’estensione virtuale del corpo. Attraverso una performance si interagisce con un determinato momento della vita di un’altra persona: ci vedremo nel corpo di questo individuo, vedremo la realtà come lui la vede e ascolteremo i suoi pensieri.

In due spazi identici si collocano due persone con occhiali e auricolari. In uno, un attore –o una persona del pubblico, o un altro protagonista– si muove nello spazio e ci parla di quello che desidera trasmetterci. Nello spazio annesso seguiremo i movimenti dell’“attore” e potremo ricevere, e quindi “sentire” quello che l’altra persona sta vivendo. Il nostro punto di vista non sarà più il nostro punto di vista.

Per i suoi creatori, La Macchina agisce come strumento per avvicinare le persone aiutandole a mettersi nei panni degli altri, riuscendo ad avvicinare persone di diversi contesti sociali, culturali e ideologici. L’esperimento artistico sta già facendo il giro di molti musei del pianeta, quindi se ne hai la possibilità non perderti l’opportunità di essere un altro… che tu sia stanco di essere sempre te stesso oppure no.

 

 

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