X

X

RICEVUTO!

hasta pronto
X

RICEVUTO!

hasta pronto
X

RICEVUTO!

hasta pronto
X

RICEVUTO!

hasta pronto

Ancora con questo browser? È arrivato il momento di aggiornarlo per navigare nella migliore versione del nosotro sito.

Fai click qui per scaricarlo!

ÉSTE ES
NUESTRO CATÁLOGO
DE EXPORTACIÓN

¡Entra y descubre todos nuestros productos de alimentación sana!

DESCARGAR CATÁLOGO
Chiudi pop up

INSCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter: ricevi periodicamente le migliori ricette, notizie e tendenze.

TORNA ALL'ELENCO
Kenjiro Matsuo, la musica è dappertutto AUTORE: Sergio Collado 27 settembre 2016

Kenjiro Matsuo, la musica è dappertutto

Quando parliamo di compositori che sperimentano con la musica in ogni sua forma, non si può dimenticare il giapponese Kenjiro Matsuo.

Puoi scrivere le note su un pentagramma, puoi interpretarle con qualsiasi tipo di strumento musicale o con qualsiasi cosa che produca dei suoni (e dei silenzi), ma puoi anche dirigere qualcun altro. Kenjiro Matsuo non disdegna niente, e sa che la musica sorge da qualsiasi punto e si diffonde dappertutto. È questa la filosofia del suo Invisible Design Lab.

Una delle ultime avventure musicali del compositore giapponese è stata quella di creare dei brani di musica elettronica in collaborazione con il Dj Squarepusher, esperienza da cui è nato il disco Music for Robots. Che in realtà è ben più di una serie di tracce musicali: è un fantastico spettacolo da apprezzare dal vivo.

Per interpretare i brani del disco su un palco, infatti, ha creato un duetto di robot impossibili. È la banda Z-Machines: il chitarrista ha ben due chitarre elettriche, che suona con 78 dita, mentre il batterista ha 28 braccia. Inoltre, questi esseri metallici si comportano in scena come autentiche stelle del rock, imitandone i passi e i gesti. La sensazione è che siamo ben oltre una semplice installazione artistica.

Kenjiro Matsuo era già noto per aver inventato uno strumento di 44 metri formato da 413 pezzi di legno. Era uno xilofono gigante piantato in mezzo a un bosco. Si lanciava una palla e, man mano che questa si muoveva sullo xilofono, suonava nientemeno che Bach.

Quindi, se è passato dalla musica classica a quella contemporanea, dal legno ai chip, sorge una domanda: cosa ci riserverai per il futuro Matsuo? Aspettiamo con curiosità queste sorprendenti invenzioni, delizia per occhi e orecchie!

 

I COMMENTI DEI LETTORI

Vuoi lasciarci un commento sul post?

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con un asterisco. *